Hai mai pensato di cenare al buio?

Per buio, intend buio pesto. Non e` come chiudere le luci quando si e` in cucina, che alla fine un modo per trovare quello che stiamo cercando si trova. Parlo di entrare in una stanza che non hai mai visto prima e farti guidare da un cameriere non vedente.

Ne parlavo con un collega, parlavamo di quanto sarebbe stato strano ed interessante provare quest’esperienza cosi abbiamo organizzato una cena con degli amici e l’altra sera ci siamo trovati al ristorante che si chiama Dans Le noir? vicino alla stazione di Farringdon qui a Londra.

Da fuori non e’ che si veda molto, le finestre sono oscurate da delle tende nere. Appena siamo entrati siamo stati accolti da una delle ragazze che lavorano alla reception, che guarda caso lavorava con me ai tempi del catering, che ci ha chiesto di mettere in un armadietto le nostre borse, telefoni e qualsiasi cosa si illuminasse come gli orologi. Dopo di che abbiamo scelto quello che volevamo bere perche’ i menu li avevamo gia’ scelti prima di andare al ristorante. Ve lo dico pero’, si puo’ scegliere a grandi linee tra menu di carne, vegetariano e a sorpresa ma non si ha idea di quello che si mangia fino alla fine quando poi ti mostrano le foto del menu scelto. Ci vuole molta fiducia.

Dopo le prime formalita’, ci e’ stata presentata la nostra guida non vedente, Fabio, che ci ha guidato nel buio della stanza e che sarebbe poi stato il nostro cameriere per la serata. Io ero la prima in fila e Fabio mi ha chiesto di mettere la mia mano sulla sua spalla destra e di seguirlo, tutti gli altri hanno fatto lo stesso con la persona davanti a loro e siamo entrati in fila indiana… nel buio piu’ totale.

La prima impressione e’ stata che ti serve una bella dose di fiducia perche’ stai seguendo qualcuno che non conosci e speri che non ti faccia sbattere contro qualcosa (ma ovviamente lui sa esattamente dove sta andando). La seconda impressione e’ che la stanza era avvolta in un’oscurita’ che non ho mai visto in vita mia. Eppure ero sicura di avere ben chiara la definizione di “buio”. Fabio ci ha guidato alle nostre sedie e sono riuscita a sedermi in una posizione quasi normale. Ho subito relaizzato che c’era qualcuno alla mia sinitra e non era nessuno dei miei amici: abbiamo condiviso il tavolo con altri 4 ospiti, due ragazze (una con un accento francese) e due ragazzi. Iniziare a chiacchierare con loro e’ stato automatico, ma l’avremmo mai fatto in un ristorante a luci accese? I nostri quattro vicini sono stati contenti di condividere la loro esperienza con noi e di darci qualche consiglio prima di cena.

Nel frattempo Fabio ci ha descritto tutto quello che c’era sul tavolo: posate, tovagliolo, bicchieri e io ho subito pensato di toccare tutto per sapere dov’erano le cose. Un altro cameriere e’ arrivato per portarci l’acqua e il vino. Ho sempre pensato di essere abbastanza portata a versare il vino dopo anni di sperienza nell’industria del catering, solo che non ho realizzato subito che l’oscurita’ avrebbe cambiato competamente la mia prospettiva e che mi sarei ritrovata quasi spaventatia di versare troppo liquido nel bicchiere. Sono cosi’ finita a versarne troppo poco e quindi ho poi dovuto riempire il bicchiere piu’ volte, aumentando il livello di difficolta’.

Ma la parte divertente e’ quando arriva il cibo. Quando ci sono arrivati i piatti era chiaro che tagliare qualsiasi cosa ci fosse stata portata sarebbe stato complicato. Cosi finisci per toccare quello che hai nel piatto e appena lo assaggi ti viene naturale chiedere ai tuoi compagni di avventura se secondo loro state mangiando anatra? E c’e` forse dell’aceto balsamico sopra? Ma cos’e` sta roba tonda qui? Per non parlare delle volte in cui pensi di aver beccato qualcosa con la forchetta per poi scoprire che quando la porti alla bocca sopra non c’e` nulla. Devo dire pero’ che con il secondo piatto mi sono quasi sentita migliorata nel tagliare la carne.

Non vi diro’ che cosa ho mangiato di preciso, non vorrei rovinarvi la sorpresa nel caso andiate un giorno a provare il ristorante, pero’ posso dirvi come mi sono sentita nel corso della serata. Appena siamo entrati nella stanza sono andata un po’ in panico: non avevo mai provato così tanta oscurita’ e mi sono sentita disorientata, vulnerabile e spaventata perche’ ho perso quello che mi rendeva sicura di me: il dono della vista.

Ma poi lentamente mi sono abituata al buio e gli altri sensi hanno iniziato a lavorare di piu’: ero piu’ attenta ai suoni, anche a quelli che non erano cosi’ ovvi. Per esempio, a meta’ serata mi sono resa conto di riuscire a percepire una presenza dietro di me anche se la persona non ha emesso nessun suono.
E poi ovviamente il gusto, non so se i gusti siano migliori ma sicuramente presti piu’ attenzione a quello che stai mangiano, anche usando l’olfatto. Inoltre, il fatto di toccare gli oggetti che erano sul tavolo, stringere il baccio alla mia amica seduta vicino a me e toccare le mani della nostra guida mi ha fatto sentire molto piu’ a mio agio.

Tanti anni fa facevo volontariato con i disabili e quando dovevo lavorare con quelli non vedenti mi sentivo sempre terribilmente a disagio. Non ho mai capito bene perche’ fino all’altra sera. Il fatto che qualcuno mi toccasse cosi tanto mi rendeva nervosa ma adesso capisco che una persona non vedente si possa sentire rassicurata dal gesto.

Uno dei miei amici al tavolo ha chiesto quando pensavamo di poter resistere in una situazione di buio totale e qualcun altro ha risposto dicendo “non molto”. Io invece ho pensato che ci sono un sacco di persone che vivono in una situazione cosi tutto il giorno, tutti i giorni.

Quanto sono fortunata a vedere? Anche se mi lamento perche’ sono miope e devo usare gli occhiali. Che cosa ho fatto per meritarmi il dono della vista? Che cosa hanno fatto gli altri per non meritarselo? Niente davvero, certe cose sono cosi e basta ma questa esperienza ti fa avere una prospettiva totalmente diversa sulla vita.

Amici e lettori che passate di qua, se avete l’occasione (a Londra o non) andate a provare questo tipo di ristorante. Non abbiate paura, siate emozionati e felici di avere la possibilita’ di provare qualcosa di nuovo e siate grati perche’ la vita e’ bella sia con la luce che col buio.

x

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s