Sei mesi in un post: come sono arrivata a Londra.

 Venire a studiare a Londra è una scelta che ho preso in una soleggiata mattina di primavera.
Mi ero laureata in Relazioni Pubbliche all’Università degli studi di Udine il novembre precedente e mi stavo ancora guardando attorno in cerca di opportunità lavorative nel mio campo, che però ancora non erano arrivate. 
Scoraggiata da proposte lavorative con contratti di collaborazione o, peggio, di stage non pagati, ho deciso di iniziare a valutare la possibilità di tornare a studiare. Non ci avevo mai davvero pensato perché la voglia di fare una specialistica in Italia proprio non ce l’avevo. Al massimo avrei provato con un’avventura all’estero, in modo da perfezionare l’inglese che già avevo imparato in altre esperienze precedenti all’estero. 

Un giorno, vagando nel web alla ricerca di qualcosa di non ben definito, mi sono imbattuta nel bando SHARM promosso dall’Area Science Park, per i residenti in Friuli Venezia Giulia. E’ stata una rivelazione: c’era qualcuno che era disposto a contribuire alle spese, nel caso avessi deciso di proseguire gli studi da qualche parte in Europa! 
Il passo successivo era quello di capire in che campo avrei voluto specializzarmi, cosa che è stata più facile del previsto: avrei scelto di seguire la strada dello Sport Management. Essenzialmente, il sogno è quello di lavorare nel campo dei grandi eventi sportivi. E quale città europea dove si parla inglese sarebbe stata più adatta di Londra? 
Così, via con l’iscrizione alla scuola dove sono stata accettata in pochi giorni e via alla compilazione di tutti i documenti per partecipare al progetto SHARM
C’è stato un mese d’attesa, un mese in cui la mia vita era in bilico e in cui, nel caso non fossi stata presa dal progetto, ho fatto le carte anche per il visto Canadese in modo da avere un “piano B”. 
Poi la notizia di essere nella graduatoria, l’incontro con chi si occupa del progetto in Area e le indicazioni su modulistica e rimborsi. Ero pronta per prenotare il volo e partire. 
Il 17 settembre sono sbarcata in terra londinese, dove mi sono messa subito a cercare una casa e dove ho iniziato subito il corso. 
Non è stato facile soprattutto perché Londra è una città con un mercato immobiliare molto costo ma, per fortuna, anche molto dinamico: c’è sempre gente che se ne va o che arriva. 

Ora che sono passati quasi sei mesi e il mio corso è quasi finito posso dire che in questo tempo ho avuto la possibilità di imparare qualcosa in più sullo Sport Management, ho migliorato notevolmente l’inglese, ho conosciuto nuovi amici da differenti parti del mondo. Senza il supporto del progetto SHARM tutto questo non sarebbe mai successo perché, onestamente, non avrei avuto proprio la possibilità di partire. 
Avere qualcuno che investe sulla formazione dei giovani in Europa è fantastico, mi dispiace solo non aver trovato qualcuno che investisse allo stesso modo nella formazione in Italia, dove ci sono master super costosi che per molti sono inaccessibili.
Tornare in Italia dopo questo master? Molto difficile e per il momento non rientra nei miei piani. Preferisco restare dove sono e lavorare sodo per entrare nel mercato lavorativo inglese dove, se sei in gamba, hai possibilità di avere una carriera meritocratica. 

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