Le avventure di una pasta senza sale.

Fare la intern di questi tempi è sempre difficoltoso.
Ieri sera ero ad una conferenza sullo sport con il mio ex prof e un mio compagno di corso. Abbiamo poi deciso di mangiare fuori, una roba poco piccante. Ma poco proprio, a momenti andavo a fuoco. A parte questo, una volta tornata a casa il mio primo pensiero è stato: “Cosa mangio domani a pranzo?”
Ormai mi sento tipo mia madre, che appena finito di pranzare mi chiede che cosa voglio mangiare a cena. Adesso la capisco bene: devo organizzarmi, non posso arrivare all’ultimo non sapendo cosa magiare e andare a pranzo fuori nei giorni lavorativi è un lusso che posso permettermi forse una volta alla settimana (visto che qui ciao rimborso spese) ma anche no. Alla fine è andata che mi sono messa a cucinare della pasta alle dieci e mezza di sera, che per altro era anche senza sale (l’ho scoperto oggi a pranzo) e mentre aspettavo bollisse l’acqua, ho continuato la lettura del mio primo libro di Terzani.
In piedi, in cucina.
Posso sicuramente affermare che la prossima volta: a. mi ricorderò di mettere il sale nel sugo perché una vita senza sale è troppo triste e b. magari mi siedo così leggo più comodamente.

A parte questo, direi il solito tran tran fatto di pazzi in bicicletta con i pantaloncini corti a gennaio, amici che arrivano a Londra in visita e poi se ne vanno, salumi mandati dalla mamma tramite amici traghettatori e riflessioni sul futuro non troppo lontano.
Come direbbe qualcuno, stay tuned.

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