Su Lonely Planet e viaggi passati.

Ho scoperto che mi piacciono le cose improvvisante, nonostante io sia una ex maniaca del controllo. Mi definisco “ex” perché spero di aver mollato un po’ il colpo. Sì, forse mi sto illudendo ma diciamo che faccio del mio meglio per tentare di non controllare gli eventi. Anche perché ho fondamentalmente capito che la maggior parte delle cose che ci capitano nella vita non si possono controllare. Triste e dura verità.

L’ultima volta che sono stata a Londra era novembre 2010 e io non avevo una Lonely Planet (mie uniche e fidate compagne di viaggio), così sono andata alla solita libreria per comprarla. La LP non c’era, ho dovuto ordinarla e grazie a Dio che quel giorno ho deciso di farlo, perché oltre ad essermi stata molto utile nel mio viaggio, la LP è stata anche la causa di tutto quello che è successo dopo. Definirei il dopo come una “inaspettata serie di eventi singolari e belli”.
Di tempo ne è passato e ormai esiste una versione della Lonely Planet di Londra molto più aggiornata che io non ho ancora acquistato, ciò non toglie però che io abbia fatto altre visite a quella libreria. Direi che all’inizio potevo definirmi una vera e propria azionista del negozio, adesso passo solo per una visita ogni tanto.
Oggi, dopo una serie di lunghi e programmati saluti ad amici, contornati da saluti “extra”, di gente incontrata per caso, sono passata di lì.
Esteriormente nulla è cambiato (a parte le classifiche di best seller).
Interiormente direi che siamo cambiati noi e anche tanto.
Se guardo indietro vedo una me stessa completamente diversa, in crisi esistenziale perché non riusciva ad andare avanti con l’università e non sapeva dove voleva andare a parare. Io e i miei capelli lunghi ci svegliavamo la mattina e fissavamo il vuoto.
Adesso, oltre ad avere i capelli molto corti, ho una valigia quasi pronta sul pavimento e un iPad pronto per un lungo viaggio.
Quello che c’è stato nel mezzo  non è stato facile, non è stato sempre sorridente e, anzi, a volte è stata proprio una rottura di coglioni, una valle di lacrime e una fitta di senso di colpa nel petto.
Ma anche questo è servito per andare avanti, ricordando con estremo piacere i momenti belli andati.

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