The fastest thing on no legs.

Ieri sera nella sua categoria, Oscar Pistorius ha fatto il record del mondo sui 200mt. Il record del mondo.
Parliamo di uno che non ha le gambe, che gli sono state amputate da piccolo e che corre su delle protesi fatte apposta per quelli come lui. Io, neanche volendo, riuscirei a fare quello che fa lui ogni giorno.
Le gare Paralimpiche di questi giorni alla TV mi fanno pensare che tutto sia possibile. Ma proprio tutto.
Se atleti con qualsiasi tipo di disabilità riescono a vincere medaglie anche negli sport più impensati (chi mai l’avrebbe detto che un atleta senza braccia potesse vincere una medaglia nel nuoto? – Scusatemi, io non ci avevo mai pensato), significa veramente che con un po’ di dedizione, qualsiasi montagna può essere scalata.
E provo un profondo senso di ammirazione per questi atleti, che vogliono essere considerati “normali” a tutti gli effetti.
Purtroppo secondo me, finché gli atleti normodotati gareggieranno alle Olimpiadi e i disabili alle Paralimpiadi, non ci sarà mai un’effettiva parità, né di giudizio né di considerazione.
Oscar Pistorius, quest’anno, ha fatto l’impossibile e ha creato un precedente, gareggiando alle Olimpiadi. La sua battaglia, contro chi lo accusava di avere un vantaggio grazie alle protesi, è stata vinta dopo un’estenuante dibattito.
Adesso, onestamente, se le protesi gli avessero dato un vantaggio, avrebbe come minimo vinto una medaglia alle Olimpiadi, no? E poi, come può non avere le gambe rappresentare un vantaggio?
Sta di fatto che le Paralimpiadi dovrebbero avere più visibilità, non solo grazie a Oscar Pistorius, perché ci sono moltissimi atleti degni di nota, bravi, veloci, che hanno dedicato tutta la loro vita allo sport.
E perché mai dovrebbero essere considerati diversi? Perché non hanno un braccio? Perché corrono su protesi o giocano a basket in sedia a rotelle?
La diversità è qualcosa che dovrebbe avvantaggiarci, non penalizzarci.

E’ curioso vedere come il termine “Paralimpiadi” venga considerato errato dal sistema di correzione automatica delle parole. 

 

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